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The Magic Pudding

Un altro bel souvenir che mi sono portato dall’Australia è un libro di oltre cent’anni fa, che da quelle parti è un classico, mentre qui in Europa non credo sia così conosciuto. Si chiama The Magic Pudding. Credo non esista un’edizione in italiano del libro, ma esiste un film d’animazione del 2000 tratto da The Magic Pudding, che è stato tradotto come Il budino magico. Anche se il pudding è un’altra cosa, dentro c’è la carne, facciamo che come traduzione ci può stare, un po’ come la notte del Grande Cocomero di Linus, che in realtà è una zucca.

Un libro a fette

La storia, in breve, è questa. C’è un pudding magico di nome Albert, che è quello del titolo. È un pudding animato, ha delle braccia e delle gambe e, da bravo pudding, ama essere mangiato; ma la vera magia è che se lo mangi, si rigenera all’infinito. E ci sono i proprietari del pudding magico, che sono Bill e Sam. Bill è un uomo, Sam un pinguino. Incontrano il koala Bunyip Bluegum, che è un po’ il protagonista della storia, e lo invitano a unirsi a loro per pranzo.

I tre fondano una sorta di Club dei Proprietari di Pudding, per difendere il loro pudding dai ladri, che sono un opossum e un wombat. Più di una volta i ladri si appropriano del pudding magico, nel corso del libro, e più di una volta Bunyip, Bill e Sam riescono a recuperarlo. Il libro è un romanzo illustrato, intervallato da filastrocche. Invece che in capitoli, però, è diviso in fette.

Norman Lindsey

L’autore di The Magic Pudding è uno dei più grandi artisti australiani: pittore, scultore, illustratore, scrittore e non so cos’altro. È conosciuto soprattutto per le sue illustrazioni, anche per la pubblicità e per la propaganda di governo. Durante un viaggio in Europa, nel 1909, è stato a Napoli, e già che c’era ha illustrato il Satyricon di Petronio. Ha scritto solo un paio di libri per ragazzi. Uno dei due è The Magic Pudding, che è del 1918, ed è diventato subito un classico della letteratura per ragazzi australiana.

Strani animali

Probabilmente The Magic Pudding non è mai arrivato in Europa perché è un libro molto, molto australiano. Ci sono praticamente tutti gli animali strani che popolano l’Australia, dai canguri ai kookaburra. E, piccola curiosità, il nome del protagonista, Bunyip, rimanda a una leggenda aborigena: una specie di mostro dalla testa di cane, con le pinne al posto delle zampe, e la coda di cavallo, che vive nelle paludi. Nessuno ha mai visto davvero un bunyip, ma molti, nell’Ottocento, sostenevano di aver sentito i suoi latrati, o di aver avvistato delle ombre nei pressi di qualche acquitrino. La leggenda fa pensare a una sorta di chupacabra di Lochness. Pare, però, che a fondamento della leggenda ci sia un animale preistorico, il Diprotodon, che è stato il più grande marsupiale mai esistito: praticamente, un dinokoala.

Grazie, Wikipedia.

E ora, da quando ho letto The Magic Pudding, non riesco a non chiedermi chissà quanti altri animali strani avremmo visto, se avessimo scoperto l’Australia un po’ prima.

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