Sinsemia e content-first design

Mi è capitato di andare alla presentazione di un libro – l’ultimo libro di Leonardo Romei dell’ISIA di Urbino – e di ritrovare dopo anni dalla laurea una parolina che mi ha acceso una cosa nella testa – una cosa colorata, lampeggiante e in loop come una gif:

Sinsemia

A questo link c’è una definizione di sinsemia bella asciutta, in inglese e in italiano. Chi non vuole aprire il link si becca la mia spiegazione scritta male.

La sinsemia è determinata dal rapporto tra la parola scritta e la sua dimensione grafica: font, dimensione, peso, colore, posizione nello spazio – cioè la parola in quanto segno grafico; e non solo: è sinsemia anche il rapporto tra il testo e il paratesto, che è l’insieme di tutte le parti del supporto su cui un testo è stampato e pubblicato, che attribuiscono un certo valore al testo (es. una parola scritta al centro della copertina di un libro è molto probabilmente il titolo del libro: perché è grande, perché è scritta con un certo font, perché è di un certo colore, perché è al centro e perché è sulla copertina).

La sinsemia è la proprietà di veicolare informazioni ulteriori al testo tramite le caratteristiche grafiche e di impaginazione suddette.

Ora, così come in qualunque tipo di pubblicazione cartacea o digitale, anche nel design di un sito la sinsemia è una proprietà del testo di cui è fondamentale tenere conto, ed è anzi il riferimento teorico da cui partire per progettare un sito.

Cosa c’entra la sinsemia col web design

Hai presente quando entri in un sito e capisci che il menù è il menù perché è lì sotto la testata ed è fatto di parole una accanto all’altra abbastanza separate tra loro che chiaramente stanno a indicare i titoli della sezione del sito cui puoi accedere cliccandoci sopra? Ecco.

Hai presente quando scorri la home page di un sito e capisci, prima di leggere, che quei blocchi di testo messi in file da tre a metà pagina sono i servizi offerti dall’azienda il cui sito stai visitando? Ecco.

Hai presente quando vedi blu un link su cui non hai mai cliccato e viola se l’hai già cliccato? Ecco.

Potrei continuare all’infinito. Internet è in buona parte sinsemia.

Occhio al bello ma inutile

Dico in buona parte, perché c’è anche una parte discretamente grande di internet fatta male, in cui la grafica è fine a sé stessa, segue delle mode, appesantisce, rallenta e non aggiunge valore al contenuto. Parlo del bello ma inutile, cioè tutto ciò che è bello (ed è bello tutto ciò che piace al cliente), se la sua presenza non è giustificata.

Ne approfitto per ricordare che la musica di sottofondo o i video che partono in automatico:

    • non sono belli
    • non sono belli neanche se piacciono al cliente
    • non sono giustificati mai

Hai veramente bisogno di un video (muto) come sfondo per il tuo sito? Se sei un videomaker forse – forse – sì; se sei un editore, forse no. Hai veramente bisogno di uno slider sul tuo sito? Se hai delle cose da mettere in evidenza, forse sì, altrimenti forse no. Ti serve davvero una gallery?

  • Molti siti sono fatti con lo stampino. Gli esempi migliori del concetto di bello ma inutile sono i siti fatti da Pagine Gialle o Axelero, che non sono belli (però piacciono ai clienti) e sono fatti scimmiottando la moda del momento. Sono tutti uguali tra loro e pieni di tristissime foto di morti sorridenti; cambia giusto il colore del template e il logo della ditta in jpeg sgranato appiccicato sulla testata. Sono siti fatti a partire da template preimpostati con un testo riempitivo (lorem ipsum) che deve essere sostituito con contenuti dello stesso ingombro, per cui si cerca di far stare forzatamente qualunque contenuto in un contenitore predefinito – e se il contenuto è troppo poco, va allungato. Il risultato è una collezione di siti tutti uguali, scritti male, difficili da leggere e da navigare e difficilissimi da trovare su Google.

    Content-first design

    Approccio opposto e più intelligente – nonché approccio che va di pari passo con l’approccio mobile-first – è quello del content-first design, che sarebbe, si capisce, la sottile arte di decidere come disporre il contenuto all’interno della pagina solo quando sai che contenuto ci sarà in quella pagina. In questo modo puoi decidere come valorizzare alcune parti, come disporre in griglia altre eccetera eccetera.

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