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Diario dallo smart working. Giorno 5

A causa dell’emergenza coronavirus sono in una specie di smart working anche questa settimana. Questo è il quinto giorno.

L’emergenza continua, e così continuo a lavorare da casa. Oggi è lunedì, sarei dovuto andare a scuola. È il secondo lunedì di lezioni che salta. Poi recupereremo, ma che peccato. Visto che la settimana scorsa ho chiuso delle cose in anticipo, oggi potevo lasciare in secondo piano il lavoro e permettermi di dedicare la giornata soprattutto ai compiti, cioè a scrivere delle storie e a leggere dei libri.

In particolare, avevamo un lavoro di gruppo da consegnare entro stasera; e i compiti si fanno anche se la scuola è chiusa. Abbiamo Skype, abbiamo WhatsApp, abbiamo Gmail e i Google Docs: se possiamo fare smart working, possiamo fare anche smart homeworking.

Il lavoro di gruppo a distanza ha funzionato molto bene, siamo riusciti a consegnare in serata, appena dopo l’arrivo di questa email che, dalla scelta di font, dimensioni e colore del testo, fa capire che è meglio rispettare le scadenze, ecco:

Dulcis in fundo, finalmente ho trovato il tempo di fare quella zuppa di cereali e legumi che avevo in dispensa da dicembre. Richiedeva otto ore di ammollo e 75 minuti di cottura: un tempo che nella mia routine quotidiana non riuscivo a trovare neanche di domenica.

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